Agenti di commercio, l’Usarci cresce e apre 10 sedi. Mentre arrivano nuove garanzie per il Firr

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“Nel 2024 apriremo almeno altre 10 sedi del sindacato per offrire un servizio più capillare agli agenti di commercio”. Il positivo andamento dell’Usarci in quest’anno che volge al termine è racchiuso in questa anticipazione di Giovanni Di Pietro, presidente nazionale Usarci. Gli iscritti al sindacato sono aumentati e sono aumentate le vertenze chiuse positivamente, con incassi soddisfacenti per gli agenti. E sta procedendo nel migliore dei modi l’intesa con Fisascat che porterà alla affiliazione alla Cisl, in modo che Usarci entri a far parte della galassia di uno dei maggiori sindacati confederali italiani, garantendo maggior forza, maggior presenza ed anche una considerevole massa critica.

Particolarmente utile anche ai tavoli di trattativa. “Sono ripartiti i confronti nel settore commerciale e – sottolinea Di Pietro – si riscontra una incoraggiante disponibilità delle controparti”.

Ma in futuro si arriverà anche all’elezione del consiglio dei delegati di Enasarco. Ed anche su questo fronte il 2023 ha offerto aspetti positivi. “Innanzitutto – spiega Antonello Marzolla,  segretario generale Usarci – la decisione di separare il Firr dalla previdenza. In questo modo si è garantita la certezza dei pagamenti delle liquidazioni. In pratica se il settore cessasse di colpo ogni attività, le liquidazioni sarebbero comunque assicurate per 5 anni”.

Inoltre si è iniziato ad intensificare la lotta all’evasione dei contributi, con la richiesta al governo di intervenire sui procacciatori di affari o su figure simili, create appositamente per non pagare i contributi Enasarco. “Non vanno infine sottovalutati – conclude Marzolla – gli investimenti effettuati anche in società quotate, per garantire la massima trasparenza e per sostenere settori strategici per l’economia italiana”. Senza dimenticare che la sostanziale convergenza di tutte le organizzazioni per gli accordi nazionali dovrebbe favorire un avvicendamento in Enasarco all’insegna di quella concordia mancata negli ultimi anni.

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