Agenti forfettari: proroga al 30 novembre 2024 per la dichiarazione integrativa


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Forfettari dentro il decreto proroghe: scadenza rinviata al 30 novembre 2024 per l’invio della dichiarazione integrativa necessaria per sanare eventuali errori e/o omissioni nella compilazione del quadro RS.

La vicenda trae origine dalla notifica delle lettere di invito all’adeguamento spontaneo indirizzate a migliaia di contribuenti in regime forfettario ed ha catalizzato l’attenzione degli operatori del settore a tutti i livelli.

L’ondata di polemiche che riguarda la compilazione del quadro RS della dichiarazione dei redditi è partita dalla base ma è arrivata fino ai rappresentanti delle istituzioni.

Come anticipato dal viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leonovità importanti sarebbero in arrivo con il Decreto proroghe che sarà discusso nel Consiglio dei Ministri di oggi, 27 settembre.

Si parla di una norma che differisce al 2024 l’obbligo di comunicazione dei dati previsti nel quadro RS.

Per la regolarizzazione ci sarà tempo fino al prossimo 30 novembre 2024. È questa la novità che emerge dal Decreto Proroghe. Un anno in più quindi per pianificare il da farsi ed inviare senza fretta la dichiarazione integrativa.

Al di là delle novità sulla regolarizzazione della dichiarazione dei redditi presentata per il periodo d’imposta 2021, vale la pena analizzare i casi possibili e le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate.

La compilazione del modello è ritenuta corretta. 

In questo caso la stessa lettera inviata dall’Agenzia delle Entrate ai contribuenti forfettari fornisce le istruzioni da seguire:

Quindi niente PEC o comunque nessuna spiegazione: semplicemente basta “archiviare/cestinare” la comunicazione ricevuta.

La compilazione del modello risulta carente

Anche in questo caso la lettera inviata propone la soluzione:

“Se, invece, ritiene che la nostra segnalazione sia corretta, può regolarizzare la sua posizione mediante il ravvedimento operoso (articolo 13 del Dlgs n. 472/1997) beneficiando di sanzioni ridotte. In questo caso dovrà presentare una dichiarazione integrativa e versare la sanzione pari a 250 euro (articolo 8, comma 1 del Dlgs n. 471/97), ridotta in funzione della tempestività della regolarizzazione.”

In questo caso è necessario procedere con la presentazione di una dichiarazione integrativa che contenga i dati mancanti con l’applicazione del ravvedimento operoso e il versamento di una sanzione “ridotta in funzione della tempestività della regolarizzazione”.

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