Anticipo Firr: in cosa consiste e come si è arrivati ad ottenerlo. L’intervento di Antonello Marzolla

Riportiamo di seguito l’intervento di Antonello Marzolla, Segretario Generale di Usarci, alla conferenza organizzata da Valerio Giunta dal titolo “Vita da agente ai tempi del Covid”, tenutasi il 29 Maggio.

Antonello Marzolla ci ha raccontato come si è arrivati ad ottenere l’anticipo del 30% del Firr da parte degli Agenti di commercio.

“Ci siamo messi a caccia come segugi per gli agenti di commercio. Abbiamo preso in considerazione tutte le ipotesi, valutando i pro e i contro. Una prima ipotesi è stata quella di chiedere di poter utilizzare il fondo di assistenza che Enasarco non aveva speso nel 2019. Ma per regole di legge abbiamo l’impegno che tutto ciò che non viene speso in forme di assistenza venga girato in previdenza. In periodi normali l’Enasarco spende circa 50 milioni di euro in assistenza, e quello che avanza va ad incrementare il fondo delle pensioni, quindi rafforza quei parametri di bilancio che Enasarco per legge deve osservare.

Questa strada comportava però un percorso amministrativo lungo. Primo bisognava far tornare quella somma nella disponibilità dell’Enasarco, perché non essendo stata spesa in assistenza era già finita in previdenza. Successivamente doveva esserci la delibera del Cda, seguita dall’approvazione dell’Assemblea dei delegati, e poi il provvedimento doveva essere girato ai ministeri del lavoro e dell’economia per l’approvazione finale. Noi avevamo percorso questo iter tre anni fa, per approvare una mini riforma sulla decontribuzione dei giovani agenti. I ministeri competenti, ad oggi, non ci hanno ancora risposto. La solerzia della burocrazia è questa.

Abbiamo perciò abbandonato questa strada, che avevamo individuato con una proposta presentata da 10 consiglieri all’Ordine del giorno del Cda Enasarco, e che avevamo individuato insieme ad altri tre provvedimenti.

Il primo era riprendersi 120 milioni di assistenza, per dargli agli agenti; il secondo era ritardare i pagamenti dei contributi degli agenti; il terzo era l’anticipo del Firr.

Queste richieste venivano rivolte all’interno del Consiglio, quindi agli uffici competenti perché facessero i conti necessari per verificare se questi provvedimenti potessero essere presi coerentemente con i requisiti di bilancio che la Fondazione deve osservare, e coerentemente con la liquidità corrente della Fondazione. Normalmente l’Enasarco dispone di una liquidità 700 milioni di euro. Il resto è investito.

Abbiamo presentato questo Odg, che è stato approvato a maggioranza dal Consiglio di amministrazione, con i voti contrari di cinque consiglieri che rappresentano la lista Fare bene, fare presto.

Data la complessità di questa procedura, abbiamo individuato una seconda strada, cioè quella che si può praticare attraverso l’accordo sindacale con le parti sociali, ovvero utilizzando il Firr.

Il Firr è una somma di denaro che l’Enasarco gestisce per conto degli accordi economici collettivi. Il Firr, circa 1,8 miliardi, è un valore che non influisce né sull’equilibrio né sui parametri di bilancio, perché è la vostra liquidazione. Noi abbiamo vari accordi economici collettivi che regolano il Firr, e tutti dicono che si può riscuotere solo ed esclusivamente quando viene a cessare il rapporto, non prima. Sapendo che l’utilizzo del Firr non comportava alcun tipo di parere ministeriale, abbiamo tentato la scommessa di riuscire a trovare un accordo tra i sindacati che rappresentano gli Agenti di commercio e i sindacati che rappresentano le ditte mandanti. Nel corso di più riunioni ci siamo incontrati con tutte le componenti datoriali e abbiamo proposto loro questo tipo di provvedimento: fare un protocollo aggiuntivo all’accordo economico collettivo vigente, che permetta in via eccezionale agli agenti di richiedere la liquidazione di una parte del Firr. La parte del Firr che possiamo chiedere in anticipo deve ovviamente essere compatibile con le esigenze di liquidità di Enasarco.

Durante le trattative siamo riusciti ad ottenere un grosso successo, e abbiamo sottoscritto un accordo che dice che gli agenti potranno chiedere fino al 30% del loro Firr accantonato presso l’Enasarco. L’accordo prevede che la liquidazione di questa somma avvenga in più tranche: parliamo di un importo complessivo di 450 milioni di euro circa. Con buona probabilità questa liquidazione potrà avvenire, supponiamo in 3 tranche, tra il 2020 e il 2021.

Nel Cda di qualche giorno fa Enasarco ha ricevuto l’accordo che abbiamo sottoscritto. Questo accordo è stato sottoscritto da tutte le parti, tranne che da Confesercenti, Fiarc, Anasf e Federagenti, ovvero da quelle organizzazioni sindacali che rappresentano la lista Fare presto e Fare bene.

L’Enasarco lo ha ricevuto, così come ha ricevuto una pec del presidente della Fiarc Confesercenti che richiedeva al presidente di Enasarco che venisse comunque applicato anche a Fiarc il contenuto dell’accordo che non avevano firmato. Quindi nel medesimo giorno arriva l’accordo sottoscritto da tutte le parti sociali e una lettera di un’associazione di agenti di commercio Fiarc che dice: voglio che lo applichiate anche a noi. Dopo la chiusura del Consiglio, qualcuno che non aveva firmato l’accordo ha sostenuto di essere lui ad averlo fatto. Si mettono le piume in testa quelli che non hanno firmato l’accordo e che anzi non volevano che discutessimo neanche delle proposte precedenti.

A prescindere da questi, il 9 di giugno abbiamo fissato un Consiglio d’urgenza, per dare modo agli uffici di rifare tutti i calcoli e dirci in che modo possono liquidare il Firr. L’Enasarco ci dirà quanto tempo impiegherà per liquidare questa somma. Siamo certi che la somma della prima rata è già dentro le casse di Enasarco, i primi 150 milioni. Siamo sostanzialmente certi che entro la fine dell’anno ci sarà una seconda rata del Firr. Non sappiamo in che mese del 2021 potrà essere liquidata la terza rata, per un valore del 10%, perché questo è qualcosa che ci deve dire Enasarco con i suoi tecnici.”

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