Conservatori incerti. Gli agenti di commercio si confrontano con il futuro

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Conservatori incerti. Per usare le espressioni tipiche del Censis, potrebbe essere questa la definizione degli agenti di commercio che emerge dell’inchiesta condotta dall’Osservatorio Usarci relativo categoria. Il quadro, nel complesso, non è particolarmente negativo ed anche alcune delle rimostranze più frequenti si scontrano, poi, con un dato di realtà decisamente più favorevole. Basti pensare che più di metà delle migliaia di agenti che hanno risposto al questionario ammette di non essersi mai trovato alle prese con un contenzioso con la mandante. Una situazione invidiabile, per altri settori.

Le contraddizioni, comunque non mancano. Il timore per un cambiamento radicale della categoria riguarda quasi il 90% degli agenti e il 45% è convinto che si arriverà ad una drastica contrazione della categoria. Poi, però, la maggioranza degli agenti (65%) ammette che il commercio online ha influito poco o niente sulla propria attività. E di fronte alla prospettiva di lavorare per un’azienda internazionale solo il 35% si dichiara interessato. La massima concessione è di poterci eventualmente pensare. Ma senza il minimo entusiasmo.

Così come solo metà del campione potrebbe essere interessato al noleggio a lungo termine per l’auto utilizzata per lavorare. E la percentuale di chi non ci pensa proprio è identica a quella di chi ha una vettura di proprietà: dunque nessun motivo per cambiare. Con la conferma di una percorrenza annuale tra i 30 ed i 60mila km con vetture con una cilindrata concentrata soprattutto tra i 1.500 ed i 2.000.

Un vero plebiscito si registra invece nei giudizi negativi sull’Enasarco e prevale anche lo scetticismo sull’effettiva possibilità di cambiare radicalmente l’ente previdenziale, considerato lontano dagli interessi degli agenti.

Curiosa, infine, la risposta relativa ai temi da approfondire. Esclusi senza appello i rapporti con i colleghi – un atteggiamento che indebolisce la categoria – e scarso l’interesse per il dialogo con le aziende, si sente soprattutto la necessità di maggiori conoscenze in ambito sindacale. Peccato che però, tra le informazioni che si vorrebbe ricevere, quelle sindacali finiscano in coda. Precedute da quelle sui servizi a disposizione.

C’è comunque la consapevolezza che, per affrontare il cambiamento in atto, occorra una maggior informazione sulle prospettive della categoria e su ciò che sta succedendo nel Paese. Perché gli agenti di commercio non sono una componente avulsa dalla realtà.

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