Enasarco, approvate modalità e condizioni per anticipo FIRR

Il CdA di Enasarco delibera lo sblocco di 450mln di euro a sostegno della categoria in crisi.

Per far fronte al difficilissimo momento congiunturale nel quale versa la categoria degli Agenti di commercio, dei Consulenti finanziari e degli Agenti creditizi, le Associazioni di categoria maggiormente rappresentative degli Agenti, USARCI, Fnaarc, Fisascat CISL, Uiltucs e UGL Terziario e delle Mandanti, Confcommercio, Confindustria, Confcooperative, Confartigianato, Confapi, CNA, Casartigiani, CLAAI hanno sottoscritto – con grande senso di responsabilità – lo scorso 25 maggio, uno specifico accordo finalizzato allo sblocco, fino ad un massimo del 30%, del Firr accantonato presso l’Enasarco a chi riterrà di fare richiesta.

Alla sottoscrizione dello storico accordo non hanno partecipato Confesercenti, Fiarc, Anasf e Federagenti, Associazioni componenti la lista “Fare Presto”.

L’importantissimo accordo è stato recepito dal Consiglio di Amministrazione Enasarco nella riunione del 9 giugno 2020 con il voto contrario dei Consiglieri Mei, Triolo, Gaburro, Ricci e Marcianò, quest’ultimo Presidente dell’Associazione Fiarc che nonostante il voto contrario al provvedimento aveva mandato comunicazione alla Fondazione richiedendo anche per l’Organizzazione dallo stesso presieduta di aderire all’accordo Firr. (!)

La delibera del Consiglio di Amministrazione ENASARCO recepisce integralmente l’accordo delle Parti Sociali dando il via ad un primo stanziamento del 10% del Firr accantonato sui singoli conti degli Agenti di commercio per un controvalore di circa 150 milioni di euro, mentre il restante 20% potrà essere liquidato, con ulteriori future delibere del CdA, in rate successive coerentemente con la sostenibilità economica e finanziaria della Fondazione.

Nel medesimo Consiglio di Amministrazione sono state esaminate e successivamente cassate dagli Uffici e dagli Attuari della Fondazione tutte le proposte presentate dai Consiglieri Mei, Triolo, Gaburro, Ricci e Marcianò, rispettivamente rappresentanti di Anasf, Confesercenti, Federagenti e Fiarc, in quanto dette proposte se approvate avrebbero creato un serio pregiudizio sia al futuro delle pensioni che dell’Enasarco stesso.

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