Preoccupati per la situazione economica e le provvigioni. L’analisi dell’Osservatorio Usarci

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Presenti sui social ma senza utilizzarli per attività professionali; rassegnati ad una fase di stagnazione tendente al peggioramento delle proprie condizioni economiche; scarsamente impegnati in attività di aggiornamento.  I dati che emergono dalla ricerca condotta dall’Osservatorio Usarci tra gli agenti di commercio confermano la fase di profonda incertezza della categoria.

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Le migliaia di agenti che hanno risposto al questionario, dimostrando un sorprendente interesse allo studio del settore, ritengono che la crisi abbia inciso notevolmente negli ultimi anni e che i propri clienti siano stati penalizzati. Tanto o poco, a seconda dei settori e delle situazioni individuali, ma comunque penalizzati.

Eppure solo una parte degli agenti ritiene che queste difficoltà esterne abbiano avuto ripercussioni negative sulla propria attività e sui propri guadagni. Il che conferma il ruolo fondamentale della categoria. Così indispensabile da risentire della crisi in misura inferiore rispetto alla situazione generale. Forse anche per la riduzione del numero complessivo di agenti, che favorirebbe la concentrazione, benché la percentuale di agenti monomandatari non cambia nell’ultimo periodo. Per il nuovo anno, tuttavia, più di metà degli agenti teme una riduzione delle proprie provvigioni, seppur in misura limitata.

Però l’Osservatorio Usarci evidenzia anche alcune criticità che potrebbero incidere negativamente in prospettiva. Basti pensare all’utilizzo dei social. Quasi il 70% degli agenti è presente, ma una percentuale analoga li utilizza poco o nulla per la propria attività professionale. E li utilizza altrettanto poco per aggiornarsi. Ma, paradossalmente, ritiene di aver bisogno di una maggior tutela sindacale e di maggiori informazioni anche di carattere generale sulla categoria.

Considerando che le vendite online continuano a crescere, sarebbe forse più opportuno che i social, le newsletter, i corsi di aggiornamento online diventassero più abituali proprio per entrare in un contesto che è cambiato e che continua a cambiare.

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